Nel calcio moderno, tra schemi, dati e dettagli tattici, c’è un ingrediente che ancora sfugge alle statistiche: lo spirito di gruppo. Nella sfida contro il Genoa quel valore intangibile è tornato a farsi notare, non tanto per una giocata tecnica ma per ciò che è successo subito dopo.
Youssouf Fofana, al centro di molte discussioni per le sue prestazioni e un gol clamorosamente sbagliato da pochi passi, non è stato lasciato solo nel suo momento più difficile. Appena fallita l’occasione, Christian Pulisic e Rafael Leão lo hanno raggiunto, lo hanno abbracciato e rincuorato. Un gesto piccolo ma emblema del vissuto collettivo di questo gruppo: si sta insieme, anche quando non va bene. La partita è poi proseguita con tutti i riflettori puntati su Rafael Leão, che ha firmato l’1-1 nel finale. Al momento del gol il portoghese non è corso verso la curva o verso un’esultanza solista, piuttosto ha attraversato il campo per andare ad abbracciare Fofana in panchina, nonostante la trattenuta di Tomori che cercava invano di far riprendere velocemente il gioco.
Mister e compagni con Fofana: le parole nel post-partita
Anche l’allenatore Massimiliano Allegri, nel post-gara, ha toccato quell’episodio parlando delle condizioni che hanno reso difficile la partita: «Fofana è scivolato su quella palla lì, su cui poi è scivolato pure Bartesaghi. Zolla maledetta». Non è stata una lamentela fine a sé stessa, ma piuttosto un modo per ricordare che nel calcio — e in questo gruppo — le variabili esterne possono incidere, ma quello che conta è come la squadra reagisce insieme dopo. Nel sottolineare gli aspetti tecnici, poi, ha ribadito che le scelte — come quella di sostituire Fofana — sono state dettate dal bisogno di dare nuova spinta offensiva alla squadra e non come punizione per un errore grossolano.
Dal lato dei giocatori è stato Matteo Gabbia a confermare ulteriormente il bluon clima che si respira tra i membri dello spogliatoio. «Youssouf sa cosa pensiamo di lui: non deve dirci niente, sa che se ha bisogno ci siamo. Non ci saranno problemi: tutti remiamo dalla stessa parte». Nessuna accusa individuale, nessuna ricerca di colpevoli. Perché, come ha sottolineato il difensore, i risultati non sono mai responsabilità di un singolo, ma del gruppo che vince e perde insieme.
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