Bartesaghi, l’eroe di Annone di Brianza: clacson come a Capodanno per la doppietta. Lo scout Bianchessi lo prese a 8 anni
L’inaspettata doppietta di Davide Bartesaghi contro il Sassuolo ha fatto esplodere la gioia non solo a San Siro, ma soprattutto ad Annone di Brianza, il paesino d’origine del diciannovenne terzino del Milan. Il luogo, definito “semplice, piedi per terra e lavorare”, sembra un vestito cucito su misura per il carattere del giovane.
Un Eroe di Provincia, “Dade” per Tutti
Ad Annone, Bartesaghi è semplicemente “Dade”, il ragazzo d’oro che tutti hanno visto crescere. La sua performance storica ha paralizzato la vita del paese.
Festa in Paese: “Dopo i due gol al Sassuolo, in paese sembrava ci fosse una festa o una sagra. Le persone in macchina suonavano il clacson ai semafori, come a Capodanno”, raccontano i concittadini, che ne hanno parlato ovunque, abbracciandosi come se avessero segnato loro stessi. Il sindaco Luca Marsigli ha definito Davide “un esempio di valori e atteggiamento. Le sue gesta in campo sono un orgoglio per la nostra comunità”. Lorenzo Lazzarini, consigliere comunale, sottolinea come “Dade è rimasto il ragazzo di sempre,” e la sua pagina sulla Gazzetta sarà più letta della chiusura del bilancio.
Dalla Palestra dell’Oratorio al Milan per Volontà di uno Scout
Il destino rossonero di Bartesaghi (nato a Erba, ma cresciuto ad Annone) è merito di un osservatore particolarmente tenace. Quando Bartesaghi giocava nell’oratorio, l’ex responsabile scout del Milan, Mauro Bianchessi, fu impressionato. Nonostante il ragazzo fosse vicino all’Atalanta e corteggiato dall’Inter, Bianchessi convinse i genitori: “Poi a Galliani dissi che sarebbe stato il terzino titolare del Milan del futuro”. Il suo primo allenatore, Marino Frigerio, lo vedeva difensore centrale, ma ne riconosce la completezza: “Non è vero che è più bravo ad attaccare che a difendere”.
Carattere e Sacrificio: La Forza Mentale
La vera marcia in più di Bartesaghi è la sua mentalità, figlia della gavetta e dei valori trasmessi dai genitori: papà Daniele (artigiano) e mamma Stefania.
Bianchessi ricorda la sua “facilità di apprendimento incredibile” e una “forza mentale che mi ha sempre incuriosito”. C’è stato un tempo in cui, pur non crescendo in altezza, non era titolare fisso. In quel momento, la sua determinazione ha prevalso: “Anche dopo un errore riusciva a restare sul pezzo”. L’umiltà del ragazzo, la dignità della sua famiglia e il sacrificio dei 40 minuti di macchina (andata e ritorno) per portarlo al Vismara fin da piccolo, hanno plasmato il giocatore che oggi, a 19 anni, ha stregato Allegri e reso fiero il suo paese natale.
Annone di Brianza in Festa: Davide Bartesaghi, “Dade” e l’Eroe della Gavetta Semplice
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