Dal ritiro della Nazionale Under 21, Francesco Camarda parla dei suoi idoli da bambino e dei suoi sogni futuri.
In un periodo di grande difficoltà per il calcio italiano, la Nazionale prova ad affidarsi ai suoi giovani gioielli. Insieme a Pio Esposito, in gol nell’ultima gara casalinga contro la Norvegia, uno dei talenti più apprezzati in assoluto, sia in Italia che all’estero, è Francesco Camarda, attaccante del Lecce ma di proprietà del Milan.
Nel corso di una lunga intervista rilasciata a Vivo Azzurro TV, il golden boy azzurro ha parlato di quali sono i suoi obiettivi e i suoi idoli del passato. Il grande sogno di Camarda resta quello di vincere trofei importanti con la maglia dell’Italia e del Milan, il club che lo ha lanciato.
L’intervista completa di Francesco Camarda

Sulla carriera con l’Italia: “Ho iniziato in Under 15, la prima convocazione fu con la Slovenia e segnai anche. Capii subito l’importanza della maglia azzurra, fu una bellissima emozione. Sono passato dall’Under 16 con Zoratto, per poi salire quasi subito in Under 17 con mister Favo. Fra noi si è creato un bel rapporto e ancora adesso ci sentiamo. Abbiamo vinto quel bellissimo Europeo: si era creato un clima fantastico di fiducia fra noi e lo staff e non poteva andare diversamente. Poco dopo ho giocato anche l’Europeo Under 19 con mister Corradi e uscimmo in semifinale con la Spagna, un vero peccato perché anche lì potevamo andare in fondo”.
Sulla Nazionale Under 21: “Siamo un gruppo molto forte e unito. Ci troviamo proprio bene insieme e in campo si vede: quando c’è da essere seri siamo seri, ma fuori dal campo siamo come una famiglia. I gol arrivano per merito della squadra e del mister: nessun attaccante può segnare se i compagni non lo mettono nelle condizioni di farlo”.
Su Ibra e percorso di crescita: “Quando ti trovi in campo con quelli più grandi devi aumentare forza fisica e mentale. Fin qui sono riuscito sempre ad adattarmi abbastanza bene ai ritmi, ma un conto è farlo quando hai 13 anni e giochi con quelli di 15, un conto è farlo ora a 17 in Serie A con uomini di 30 anni. Serve uno sforzo importante per adeguarsi ai tempi di gioco. Mi ispiro tanto a Ibrahimovic, a ciò che ha vissuto, alla carriera che ha avuto. È stato uno dei più forti al mondo, ha fatto la storia del calcio. Anche a me piace la boxe, così come le arti marziali tipo MMA e Kick Boxing”.
Camarda si racconta: “Mi ispiro ad Ibra, è stato uno dei più forti al mondo”
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