C’è sempre Leao: il talento non basta se il Milan si addormenta
Nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, il giornalista Antonello Gioia ha analizzato con lucidità e tono critico il pareggio del Milan sul campo del Parma, evidenziando ancora una volta la doppia anima della squadra di Allegri: brillante a tratti, ma fragile quando c’è da chiudere le partite.
Un rigore che sembrava la svolta
Quando Rafael Leao ha incrociato il rigore che ha battuto per la seconda volta Zion Suzuki, il Milan sembrava avviato verso una serata tranquilla. Sul 2-0 tutto lasciava presagire tre punti facili. E invece, da quel momento in poi, i rossoneri si sono spenti, travolti dalla reazione del Parma. Leao compreso.
La scia di numeri e il blackout improvviso
Cinque partecipazioni dirette ai gol nelle ultime cinque partite non sono bastate a Massimiliano Allegri per blindare la vittoria. Dopo l’intervallo, il numero 10 si è eclissato come il resto della squadra, incapace di rientrare nel match con decisione.
Lo stesso tecnico, a fine gara, ha parlato senza giri di parole:
«Sul 2-0 non puoi prendere un gol così. È una questione psicologica: nella ripresa eravamo imbambolati, addormentati. Siamo stati polli».
Un Milan fragile con le piccole
Con Cremonese, Pisa e Parma, il Milan ha raccolto appena due punti. Un ruolino che non può accontentare Allegri, soprattutto considerando il potenziale offensivo della squadra. L’episodio del 2-1 ha cambiato l’inerzia, trasformando sicurezza in paura e lucidità in confusione.
Leao, luci e ombre del leader tecnico
Per Leao la gara era cominciata con un errore evidente — un lancio sbagliato per Nkunku — ma poi era arrivato il gol dal dischetto, che lo aveva portato a cinque centri stagionali e un assist. Da ottobre, il portoghese aveva inciso in ogni match: doppietta alla Fiorentina, gol al Pisa, assist con la Roma, rete a Parma. Solo a Bergamo era rimasto a secco.
Un assist geniale e una delusione profonda
Nella ripresa, proprio lui ha servito a Pulisic un assist meraviglioso che poteva chiudere il match. L’americano ha sbagliato, e quella giocata mancata resta il simbolo di una serata dove Leao, pur intermittente, è rimasto l’unica luce nel buio rossonero.
Il portoghese torna da Parma con uno score personale in crescita, ma con la consapevolezza che il talento, da solo, non basta. Servono continuità e mentalità da grande squadra, minuto dopo minuto, partita dopo partita.
C’è sempre Leao: il talento non basta se il Milan si addormenta

