La doppietta di Nkunku contro il Verona rilancia il Milan: palloncino, fiducia ritrovata, gruppo unito e futuro ancora tutto da scrivere
La vittoria contro il Verona vale molto più dei tre punti messi in classifica. Dentro quel successo c’è infatti una risposta netta della squadra, una prova di maturità che racconta come il Milan abbia recepito fino in fondo il messaggio lanciato pubblicamente da Massimiliano Allegri: ritrovare compattezza difensiva e imparare a portare a casa le partite contro le avversarie di fascia medio-bassa, senza distrazioni né cali di tensione.
Il tutto arriva in un momento tutt’altro che semplice della stagione. Gli infortuni di Leao e Gabbia, le assenze di lungo periodo come quella di Gimenez, le energie ridotte al minimo per elementi chiave come Saelemaekers, Rabiot e Modric, senza dimenticare chi sta stringendo i denti come Pulisic, rendono il quadro chiaro: questo Milan non è al completo né al top della condizione. Eppure, proprio in mezzo alle difficoltà, la squadra ha mostrato solidità, spirito di sacrificio e senso di appartenenza.
È vero, da Cagliari Allegri potrà contare anche su Niclas Füllkrug nelle rotazioni offensive, aggiungendo una soluzione numerica — e si spera anche qualitativa — là davanti. Ma sarebbe riduttivo non sottolineare come i 35 punti raccolti finora in campionato siano il frutto di un lavoro profondo, soprattutto sul piano mentale. Allegri e il suo staff hanno ricostruito certezze, rimesso in piedi un progetto credibile e dato continuità a una squadra che sembrava smarrita. Quando un gruppo va oltre limiti evidenti, anche quelli di una rosa corta, significa che crede davvero in ciò che viene proposto ogni giorno a Milanello.
In questo contesto si inserisce la serata di Christopher Nkunku, forse il simbolo più evidente di questa rinascita collettiva. Contro l’Hellas Verona il francese ha finalmente rotto il digiuno in campionato, tornando a segnare dopo 306 giorni dall’ultima volta.
Allegri e i tifosi aspettavano da tempo questo momento. I primi mesi di Nkunku in rossonero erano stati enigmatici, tanto da alimentare dubbi sul suo futuro già a gennaio. La speranza, ora, è che la doppietta contro il Verona possa davvero segnare un punto di svolta nella sua stagione. Curioso, quasi simbolico, che le sue prime reti in Serie A siano arrivate proprio mentre in tribuna sedeva Füllkrug, primo rinforzo del mercato invernale, arrivato anche a causa delle difficoltà realizzative dell’ex Chelsea.
C’è una suggestione quasi romantica: Füllkrug come talismano. Nel 2023, in Bundesliga, segnava il tedesco e segnava anche Nkunku, uno al Werder Brema e l’altro al Lipsia, appaiati in cima alla classifica marcatori nel momento migliore delle loro carriere. Ora il numero 9 è arrivato al Milan, si è seduto in tribuna e Nkunku ha iniziato a segnare davanti a lui. Coincidenze, forse. Ma nel calcio, a volte, anche queste raccontano rinascite.
Ma il segnale più forte non è arrivato solo dai gol. È arrivato dal rigore: la scelta di affidarlo a Nkunku racconta più di mille parole. Tutti nello spogliatoio sapevano quanto quel digiuno stesse pesando sulle sue spalle, e il gruppo ha deciso di sostenerlo nel momento chiave. Un gesto che certifica unione e compattezza.
Il Milan riparte da qui: da una vittoria che pesa, da un gruppo che crede nel lavoro quotidiano e da un talento che, forse, ha finalmente ritrovato sé stesso. E allora chi vuole un palloncino?
Chi vuole un palloncino? Il Milan scopre Christopher Nkunku
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