Conceição esalta l’atteggiamento della squadra: “Ora piedi per terra. Non abbiamo ancora vinto nulla”
Il Milan si regala una serata da sogno a San Siro: 3-0 all’Inter nel ritorno della semifinale di Coppa Italia e accesso meritatissimo alla finale di Roma. A fine gara, ai microfoni di Mediaset, Sergio Conceição ha analizzato con lucidità e concretezza la prestazione dei suoi uomini. Nessun trionfalismo, ma consapevolezza del lavoro fatto e di quello ancora da fare.
Conceicão: “Vittoria costruita sui dettagli. Il secondo tempo? Di altissimo livello”
Conceição ha esordito sottolineando la chiave del successo:
“La sensazione già prima della partita con l’Atalanta era buona. Ogni gara però fa storia a sé, e sono i dettagli a fare la differenza.
Mi è piaciuto molto l’atteggiamento della squadra, la sua compattezza, la capacità di soffrire insieme.
Nei primi minuti abbiamo sofferto più del previsto e siamo stati poco lucidi nelle ripartenze. Ma poi, con due o tre correzioni, nel secondo tempo abbiamo espresso un livello davvero alto di calcio.”
Il tecnico ha ribadito come il Milan abbia mostrato ciò che spesso è mancato in campionato:
“La qualità tecnica va abbinata all’umiltà, alla fame, alla voglia di vincere in ogni azione. Solo così si costruiscono partite come questa.”
“Jović? Lo cercavamo da tempo. Ha lavorato forte, anche fisicamente”
Domanda inevitabile sul protagonista del derby, Luka Jović, autore di una doppietta:
“Jović lavora benissimo da 3-4 settimane. Ha perso peso, si è rimesso a livello fisico, e ci dà quel qualcosa di diverso:
non dà riferimenti ai difensori, dialoga con i centrocampisti, si muove in ampiezza.
Oggi ha interpretato perfettamente il ruolo, anche come sponda per le giocate negli spazi laterali.”
Conceição ha poi chiarito che ogni partita richiederà una scelta diversa:
“Ho piena fiducia in tutti, e in altri contesti magari giocheranno Abraham o Giménez. Lo abbiamo visto anche a Udine, dove Tammy è entrato con impatto. Ma oggi serviva Jović.”
“Pulisic? Determinante nell’equilibrio”
Parole di stima anche per Christian Pulisic, schierato in un ruolo tattico delicato:
“Si è sacrificato tanto. Il nostro obiettivo era neutralizzare il corridoio centrale, e lui insieme a Jović è stato fondamentale su Asllani.
Ha corso tanto, ha dato equilibrio. È chiaro che, senza palla, giocatori come lui soffrono un po’ di più, ma ho grandissima fiducia.”
“Non conta Conceição, conta il gruppo. E non abbiamo ancora vinto”
Sull’onda dell’euforia, al tecnico è stato chiesto se una vittoria come questa possa cambiare il suo futuro:
“Non è importante Conceição, è importante il Milan.
Ora testa al Venezia, poi penseremo alla finale. Non abbiamo vinto nulla: serve equilibrio, dentro e fuori dal campo.
Sono lo stesso allenatore di due giorni fa. Non è tutto bello ora, come non era tutto brutto prima.”
“Io? Vivo il calcio con passione, anche troppo”
Infine, una riflessione più personale:
“Vivo questo sport con una passione totale.
Porto il calcio anche a casa, e mia moglie non sempre ne è contenta… ma oggi, sì, è contenta anche lei.
Ora però piedi per terra. Dobbiamo cambiare passo anche in campionato, lasciare un’immagine diversa, da squadra vera. Perché questa rosa ha più qualità di quanto mostrato finora.”
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