Giménez a GQ México: “Con il Milan voglio lasciare il segno. E con il Messico, sogno il Mondiale in casa”
🔴 L’inizio rossonero e l’incontro con Zlatan di Giménez
Santiago “Santi” Giménez, 24 anni, ha vissuto uno dei momenti più intensi della sua carriera calcistica con l’arrivo al Milan nel febbraio 2025. Ma il giorno della presentazione, ciò che lo ha colpito di più è stato l’incontro con Zlatan Ibrahimović:
“È sbucato dal nulla negli spogliatoi, mi ha dato la maglia numero 7 col mio nome. Non riuscivo a crederci. Zlatan è una leggenda.”
Il gesto, semplice ma carico di significato, ha rafforzato la consapevolezza di essere entrato in un club con una storia immensa e aspettative altissime.
⚽️ L’adattamento alla Serie A per Giménez
Dopo un avvio brillante (gol all’esordio contro l’Empoli, poi rete all’Hellas Verona), Giménez ha avuto una fase di assestamento. L’ambientamento al calcio italiano — più tattico e meno aperto rispetto all’Eredivisie — ha richiesto pazienza e crescita.
“Ogni partita in Italia è una sfida mentale. Devi essere più intelligente nei movimenti, più concreto sotto porta.”
Ma il gol contro il Venezia, arrivato in un momento chiave, ha segnato la svolta: una prestazione che ha riacceso l’entusiasmo tra i tifosi rossoneri.
💬 Mentalità da leader: “Non esistono limiti”
Santi Giménez parla con chiarezza dei suoi obiettivi. Non solo migliorare come calciatore, ma costruire una carriera destinata a durare.
“Credo che non ci sia un tetto per nessuno. Se vuoi crescere, lo fai. E se guardi indietro, è solo per prendere slancio.”
Una dichiarazione che riflette una mentalità vincente, ispirata da figure come suo padre Christian “Chaco” Giménez e idoli come Cristiano Ronaldo e Cavani.
Vita a Milano
A Milano, Santiago e Fer si adattano alla capitale della moda. “Qui devi stare attento a come ti vesti”, scherza. Sua cognata lo consiglia per gli eventi, ma la maglia del Milan, disegnata con marchi come Off-White, è il suo orgoglio. Colleziona orologi per segnare momenti chiave, come il matrimonio o i campionati, e pensa di avvicinarsi ai gioielli.
Un Proposito Più Grande
Santiago è selettivo con i marchi, dando priorità ai valori. Collabora con HONOR e Rexona, marchi che riflettono la sua mentalità di crescita e lealtà. Con il Mondiale 2026 all’orizzonte, sogna in grande: “Bisogna puntare a essere campioni del mondo. Se pensi solo alla quinta partita, non ci arriverai. Sognare è gratis”.
Con Javier Aguirre e Rafael Márquez alla guida del Messico, Santiago è pronto a brillare.
L’Eredità di un Leader
“La carriera di un calciatore ha alti e bassi”, dice Chaco il papà. “Ma se fai le cose bene, il successo arriva”. Santiago, sostenuto dalla sua famiglia e dalla sua fede, è deciso a lasciare il segno al Milan e con il Messico. Sarà una leggenda? Lui crede di sì, e la sua determinazione lo conferma.
🇲🇽 Il sogno tricolore: portare il Messico in alto
Con la Coppa del Mondo 2026 alle porte — che si giocherà in casa — il ruolo di Giménez con la nazionale messicana diventa centrale.
“Non voglio solo esserci. Voglio fare la differenza. Voglio portare il Messico ai quarti, alle semifinali. Più in alto che mai.”
Santiago vuole essere il simbolo di una generazione che ha fame di riscatto dopo le delusioni degli ultimi tornei internazionali.
🏆 Obiettivi futuri: tra leggenda e identità
Sognare non basta, dice Giménez, bisogna anche costruire.
“Non voglio essere solo uno di passaggio. Voglio lasciare il segno, come Hugo Sánchez in Spagna o Márquez al Barça. Il Milan può essere casa mia.”
Scegliere la maglia numero 7 è stata una dichiarazione d’intenti: non solo un numero, ma un’identità. Quella dei leader, dei trascinatori.
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