L’addio di Theo Hernandez al Milan è praticamente ufficiale, dopo un essere diventato un punto fermo dei rossoneri siamo ai saluti.
Theo Hernandez lascia il Milan e lo fa non da terzino più forte del mondo ma da versione sbiadita di se stesso a causa a vicende extra campo, mai chiarite, e una gestione scellerata da parte dei vertici rossoneri.
Arrivato a Milano quando il diavolo era gestito da Gianpaolo, è esploso nelle gerarchie solo tempo dopo complice anche un infortunio alla caviglia che aveva ostacolato la corsa al posto da titolare.
Con l’arrivo sulla panchina di Stefano Pioli e soprattutto la stima e l’esempio di Paolo Maldini, che mostrato la via ai giovani rossoneri guidandoli alla conquista dello scudetto numero 19, il francese è diventato un top nel suo ruolo.
L’addio di Theo al Milan, ascesa e declino del (ex) terzino più forte del mondo

La prima rete del numero 19 è quella segnata contro l’Udinese, un capolavoro balistico dalla distanza che ha sancito l’inizio dell’amore con il popolo rossonero. Un amore finito per colpa di una mala gestione, promesse mai mantenute e tentativi di cessione sotto banco.
L’allontanamento da parte di Cardinale di Maldini e Massara, punti di riferimento di Hernandez per il quale il primo e un vero e proprio idolo, crea la prima frattura col Milan.
Ad oggi, dopo un anno di certo non di ottimo livello, i rossoneri perdono il difensore più prolifico della storia di questo club con 31 reti segnate e 14 assist.
Chissà come sarebbe andate se Casa Milan avesse saputo valorizzare uno dei suoi gioielli invece di tentare di vederlo al Como in un sera qualunque di una finestra di mercato di gennaio.
L’addio di Theo al Milan, ascesa e declino del (ex) terzino più forte del mondo
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