Theo,
Probabilmente non leggerai mai queste parole, ma ci tenevo a scrivertele. Lo faccio da semplice tifosa, con il cuore colmo di gratitudine.
Dal primo giorno in cui sei atterrato a Milano, ho capito subito che c’era qualcosa in te. Diverso, speciale. E avevo ragione. Ci hai regalato emozioni immense: le tue cavalcate sulla fascia, i tuoi gol, la tua forza. Quel gol contro l’Atalanta… era la mia prima volta a San Siro. Una corsa che sembrava disegnata dal destino. Da allora, ogni volta che venivo allo stadio, segnavo anche io… dentro. Come se ci fosse un filo invisibile a unirci.
Ho tre tue maglie — e non ne avevo mai comprata una prima. Ho due quadri tuoi in casa. Ho chiamato il mio gatto Theo. E sto davvero pensando di tatuarmi qualcosa per te. Perché certe emozioni non se ne vanno, ti restano dentro.
In un periodo difficile della mia vita, senza saperlo, mi hai aiutata. Mi hai dato grinta, forza, quel brivido che solo chi ama davvero questo sport può capire. Hai ridato luce al Milan, e anche a me. Era da tanto che non si vedeva un giocatore così forte, così trascinante con la nostra maglia.
So che il calcio è fatto di scelte, di cambiamenti. Ma nel mio cuore spero che tu rimanga. Spero che non molliate. Tu sei il nostro leader silenzioso, la nostra anima in campo. E vederti giocare è molto più che una gioia sportiva. È un legame.
Qualsiasi cosa accada, ti auguro il meglio, a te e alla tua famiglia. E ti dico solo una cosa: grazie.
Per sempre milanista, per sempre rossonero.
Con amore e gratitudine,
Ale
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