Milan, Allegri a MilanTV: “C’è rabbia e amarezza. Puniti dai nostri errori, ma Jashari mi è piaciuto”
L’eliminazione dalla Coppa Italia lascia strascichi. Nel post-partita dell’Olimpico, Massimiliano Allegri ha analizzato la sconfitta contro la Lazio ai microfoni del canale tematico rossonero. Tra il rammarico per le occasioni sprecate e la difesa dei singoli, il tecnico chiede ora una reazione immediata in campionato.
Ecco i passaggi salienti dell’intervista a Milan TV.
Il sentimento dello spogliatoio: “Bisogna essere arrabbiati”
Non cerca giustificazioni il tecnico rossonero, che individua nella gestione dei momenti chiave la causa della sconfitta:
“C’è dispiacere, amarezza. Bisogna essere arrabbiati, perché siamo usciti dalla Coppa Italia. La squadra ha fatto una buona partita, ma in queste gare chi segna per primo vince. Noi abbiamo sbagliato situazioni favorevoli e siamo stati puniti”.
L’analisi si sposta poi sugli errori specifici che hanno portato al gol di Zaccagni:
- Palle perse: “Abbiamo perso 3-4 palloni sanguinosi”.
- Disattenzione: “Abbiamo difeso male sul calcio d’angolo. Sono dettagli su cui dobbiamo lavorare”.
🔎 I Singoli: Jashari promosso, bene la difesa
Nonostante il risultato negativo, Allegri salva la prestazione delle cosiddette “secondi linee”, chiamate in causa per il turnover:
- Jashari: “Ha fatto una buona partita, non avevo nessun dubbio sulle sue qualità”.
- La difesa: “Anche De Winter ed Estupinan hanno disputato una buona gara. Resta l’amarezza per l’eliminazione, ma la prestazione c’è stata”.
📉 Cosa non ha funzionato: troppa lentezza
Tatticamente, Allegri spiega dove il Milan ha mancato l’appuntamento con la vittoria, sottolineando la mancanza di “cattiveria” nel girare l’episodio a favore:
- Ritmi bassi: “Nel primo tempo loro difendevano molto bene, ma noi quando avevamo la palla ritardavamo troppo la giocata”.
- I regali nel finale: “A difesa schierata non abbiamo subito nulla. Il problema è nato nel secondo tempo, quando abbiamo regalato 2 o 3 palloni che hanno generato la punizione da cui è scaturito l’angolo decisivo”.
La chiosa finale guarda già al futuro: “Adesso mettiamo da parte la delusione e pensiamo al Torino: dobbiamo proseguire il nostro cammino in campionato”.
Il punto: trasformare la rabbia in energia
La notte dell’Olimpico lascia in eredità non solo l’eliminazione, ma anche interrogativi evidenti sulla gestione dei momenti chiave e sull’apporto delle seconde linee, con il caso Nkunku che inizia a preoccupare. Archiviata la Coppa Italia, il calendario non concede tregua: la testa deve andare immediatamente alla insidiosa trasferta di Torino.
Su un campo storicamente ostico, il Milan è chiamato a dare una risposta di carattere per blindare la zona Champions e arrivare alla Supercoppa con lo spirito giusto. La “rabbia” invocata da Allegri dovrà trasformarsi subito in punti pesanti: i bonus per le distrazioni sono finiti.

