Il match tra Milan e Bologna, valevole per la finale di Coppa Italia, si è conclusa 0-1 per i felsinei: andiamo dentro con l’analisi tattica del match
Il Milan esce dalla Coppa Italia con una sconfitta per 1-0 contro il Bologna, in una gara in cui le disattenzioni difensive e la poca brillantezza offensiva hanno fatto la differenza. Il gol decisivo arriva nel secondo tempo, firmato da Ndoye, ma nasce da un errore collettivo della linea difensiva rossonera.
L’analisi tattica di Milan-Bologna
L’azione decisiva del match nasce da un’iniziativa di Orsolini, dimenticato completamente da Theo Hernández, che si fa sorprendere sull’inserimento tenendo in gioco l’esterno rossoblù. Nel tentativo di rimediare, il terzino francese interviene in scivolata, ma il suo tackle si trasforma in un assist involontario per Ndoye, lasciato colpevolmente libero in area piccola. I centrali, attratti dalla palla deviata, perdono completamente i riferimenti, consentendo all’attaccante del Bologna di punire una difesa apparsa poco aggressiva e mal posizionata.
Il Milan in fase offensiva…
Sul piano tattico, il Milan ha cercato di costruire dal basso con una disposizione 2+1, formata da Pavlovic e Gabbia più Fofana davanti alla linea, mentre Reijnders si muoveva liberamente tra i centrali per offrire una soluzione in uscita, nella logica della ricerca del terzo uomo. Tuttavia, la manovra è risultata spesso lenta e prevedibile: scarsa velocità nelle scelte, poche connessioni tra i giocatori in zona palla e un Bologna molto aggressivo, pronto nella sua difesa a zona ad uscire forte sui riferimenti e soffocare la manovra.
Le migliori occasioni rossonere sono nate sulle corsie esterne, dove il modulo 5-3-2 del Bologna lasciava spesso situazioni di uno contro uno. Sopratutto se abbinati a sovrapposizioni interne o esterne dei centrocampisti o dei terzini. Qui Leao ha avuto qualche fiammata, come al 3’ con una delle sue classiche accelerazioni e un cross pericoloso, oppure al 10’, quando un traversone insidioso ha portato a un quasi autogol e successivamente a una clamorosa occasione sciupata da Jovic.
Nonostante queste fiammate, al Milan è mancata cattiveria sotto porta. Troppe occasioni non concretizzate, poca lucidità nei momenti decisivi.
…e in fase difensiva
In fase difensiva, il problema più evidente è stato l’equilibrio collettivo. Anche a fronte di buone prestazioni individuali, la squadra ha concesso troppo tra i reparti e ha dato spesso l’impressione di essere vulnerabile sulle ripartenze. Mancanza di compattezza, tempi di pressione incerti e comunicazione insufficiente hanno reso la fase difensiva uno dei punti deboli più evidenti della serata.
Una serata che doveva essere riscatto diventa rimpianto: il Milan saluta la Coppa e con lei, forse, anche l’ultimo spiraglio d’Europa.
In collaborazione con angolodel_mister
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