Diversi sono stati per il Milan e i suoi tifosi, gli addii da vivere da provare a superare! Vediamoli insieme
Il calcio per i suoi appassionati è considerato “lo sport più bello del mondo”, quel perfetto mix di adrenalina, tensione, gioia e a volte anche tanta sofferenza. Quest’ultima si può manifestare in una partita importante persa all’ultimo minuto, nel proprio giocatore del cuore che subisce un infortunio o nell’addio di coloro che sono state le “bandiere” del club o peggio ancora, di coloro che bandiere non ci sono mai diventate, nonostante avessero tutte le carte in regola.
Per un tifoso questi addii spezzano il cuore e anche a distanza di tempo sortiscono lo stesso effetto! Vediamo insieme quelli che sono stati gli addii più sofferti nella storia del Diavolo.
Milan, gli addii dei tuoi capitani
Il primo tra gli addii in ordine cronologico è sicuramente quello di Franco Baresi, storico capitano rossonero. Addio avvenuto nel 1997 da parte del numero 6, leggenda del Milan. Il suo addio coincide con la fine di un’era e spinse il club a ritirare la sua maglia, un gesto tanto raro quanto significativo. Franco Baresi è stato per i suoi tifosi la guida, in campo e fuori, ha incarnato i valori rossoneri e ad oggi resta uno dei giocatori più amati e onorati dai suoi tifosi.
Se si parla di capitani, non si può omettere il nome di Paolo Maldini; nome che recentemente è spuntato fuori, come un grido unanime di aiuto, da chi ha visto il Milan fallire ripetutamente durante questa stagione. Eppure nel 2009 quando il difensore si ritirò dal calcio giocato, il suo addio avvenne non senza contestazioni; un addio amaro, dopo 20 anni al Milan e 902 presenze ufficiali! Ma un ritorno dal dolce sapore di vittoria, in qualità di direttore sportivo. Chi è milanista sa quanta riconoscenza c’è nei confronti di un grande professionista, un “ “signore” nei suoi atteggiamenti sia dentro che fuori dal campo. Paolo Maldini è stato l’esempio, l’idolo di molti e ad oggi resta quella luce in mezzo al buio, che sa di puro milanismo.
Milan, hai detto addio a grandi campioni
Ma si sa, gli addii non avvengono solo perché raggiunta una certa età è giunta l’ora di “appendere le scarpine al chiodo“, ma anche per diversi altri motivi!
Uno dei più sofferti è stato quello di Kakà, venduto al Real Madrid nel 2009 per motivi economici, partì definitivamente nel 2014. Vinse un pallone d’oro nel 2007, fu un giocatore veramente amato e idolatrato. Con la perdita di un campione di tale calibro, finisce per il Milan un ciclo vincente. Il 22 più forte di tutti i tempi, lo “smoking bianco” da sempre attaccato al Diavolo, nonostante non sia riuscito a rimanerci.
Altro pallone d’oro, Andriy Shevchenko! Motivo dell’addio? Il trasferimento al Chelsea; pallone d’oro nel 2004, ha rappresentato e rappresenta quel bomber che sottoporta ti fa esultare ancora prima che il pallone entri effettivamente dentro la rete. L’addio fu vissuto come una vera e propria ferita dai tifosi.
E poi il 2012, quando la “vecchia guardia” venne smantellata, tutta contemporaneamente! Una disfatta per i rossoneri, che hanno assistito all’unisono agli addii di Clarence Seedorf, Pippo Inzaghi (il 9 per eccellenza), Nesta, Zambrotta e Van Bommel. Un’intera generazione lasciò il club, sotto gli occhi increduli dei tifosi.
Milan, c’è chi poteva diventare un tuo simbolo, invece…
Quando si chiede ai milanisti, il più grande “e se le cose fossero andate diversamente?” della storia rossonera, la risposta non può che essere Alexander Pato! Acquistato giovanissimo nel 2007, aveva tutto: talento, velocità, tecnica… era destinato a diventare un simbolo del Milan eppure quella favola venne bruscamente interrotta nel 2011 da un infortunio contro il Barcellona; da lì in poi, diversi stop, prestazioni poco convincenti che lo portarono ad essere ceduto nel 2013. Il più grande rimpianto per i tifosi rossoneri.
C’è poi chi il milanismo lo aveva fatto tornare a respirare, a sentire, lo aveva reincarnato e portato in campo! Uno degli addii più sofferti nella storia recente, quello di Sandro Tonali. Numero 8, centrocampista di grande prospettiva, ceduto al NewCastle per 70 milioni; è vero Tonali non ha forzato la cessione, ha accettato con rispetto la scelta in chiave strategica/economica da parte del suo club, ma il suo addio ha avuto lo stesso effetto di un tradimento. Perché Sandro si ridusse l’ingaggio pur di giocare nel suo Milan, perché Sandro era il “Milan dei milanisti”.
Lasciò il club nel luglio 2023, doveva essere un simbolo e scrivere la storia del Milan e continuerà ad essere fonte di forte malinconia per i suoi tifosi.
Milan, quegli addii recenti che ti avevano fatto di nuovo battere il cuore
Ci sono poi due giocatori che avevano tornato a far battere il cuore dei tifosi rossoneri, nell’ultimo periodo! Si tratta di Olivier Giroud e Tijjani Reijnders.
Il primo ha ridato speranza ai tifosi, che dopo Pippo Inzaghi non riuscivano ad identificare un valido numero 9! Il Francese ha sin da subito dimostrato attaccamento alla maglia, fu protagonista dello scudetto del 2022 e si girò molte volte nei derby e nei momenti più importanti della stagione. Un bomber dalla grande umanità, che lascia il club nel 2024 per andare a Los Angeles. Un campione, che ha vinto molto e ha saputo amare il Milan.
Un addio inaspettato e doloroso è quello di Tijjani Reijnders, quel giocatore in grado di fornire sempre ottime prestazioni anche quando l’intera squadra non girava correttamente in campo! I tifosi di sono affezionati molto a lui, è diventato la guida del suo reparto e il suo addio è un duro colpo emotivo.
Diversi giocatori hanno quindi detto addio ai rossoneri, per motivi diversi… questi rimarranno sempre una ferita aperta per l’intero ambiente Milan.
Milan, c’è chi lasciandoti ti ha spezzato il cuore! Gli addii più sofferti
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