Milan-Como a Perth: arriva il comunicato della curva comasca in merito alla scelta della Lega sul match australiano
Sembra ormai cosa fatta: Milan e Como si affronteranno a Perth, in Australia, in quella che si preannuncia come una sfida dal sapore internazionale ma anche dalle forti polemiche. La decisione di portare il match lontano da San Siro ha infatti spaccato tifoserie e addetti ai lavori, tra chi vede nell’evento un’occasione di promozione globale del calcio italiano e chi, invece, lo interpreta come un tradimento della passione locale. Le due squadre, distanti per storia ma unite dal richiamo del business, si ritroveranno così a migliaia di chilometri da casa, in un contesto più da show che da campionato.
Non sono mancate le voci critiche tra i protagonisti del campo: Mike Maignan ha espresso il suo disappunto sottolineando come un match del genere tolga un’occasione ai tifosi rossoneri di sostenere la squadra a San Siro, mentre Rabiot ha parlato apertamente di una scelta dettata da interessi economici. A rincarare la dose è arrivato oggi il comunicato della curva del Como, duro e diretto, che accusa la Lega di svendere la tradizione calcistica italiana in nome dei profitti. Il malcontento cresce e, mentre il conto alla rovescia verso Perth procede, resta l’amaro dubbio: il calcio è ancora dei tifosi o ormai solo del mercato?
Milan-Como a Perth, nel comunicato: “Questo calcio non ci appartiene”
Ecco di seguito il comunicato della curva del Como:
MILAN-COMO: QUESTO CALCIO NON CI APPARTIENE
La UEFA ha dato l’ok: Milan-Como a Perth, in Australia. Ecco l’ennesima dimostrazione che questo calcio non ha più nulla di popolare. Non conta più la gente, non contano più i tifosi, non conta più la passione. Conta solo il denaro. Una partita che dovrebbe appartenere a chi vive le gradinate, a chi macina chilometri, a chi si sacrifica ogni domenica viene strappata via e trasformata in uno show dall’altra parte del mondo. Per chi? Per sponsor, tv, interessi economici. Non certo per i tifosi.
Questo non è calcio. E’ business. È’ spettacolo confezionato per chi guarda da uno schermo, lontano anni luce da quello che succede sugli spalti. Il calcio vero è nelle curve, nelle piazze, nelle città, non nei palazzoni della UEFA. In Italia, il calcio è legato al territorio in modo viscerale.
Siamo un Paese campanilistico per natura, dove ogni città, ogni provincia, ogni quartiere difende con orgoglio la propria identità. Milan-Como è la sfida tra due realtà lombarde, due storie che si incrociano tra lago e metropoli. Che senso ha giocarla a 14.000 km di distanza? Milan-Como a Perth è la fotografia di un sistema marcio: partite vendute come pacchetti turistici, identità e storia calpestate in nome del profitto. Il calcio che conoscevamo, quello che era di tutti, non esiste più.
NOI LO DICIAMO CHIARO: QUESTO NON CI APPARTIENE. QUESTO NON e’ IL NOSTRO CALCIO.
Finche’ ci saranno curve che resistono, finche’ ci sarà qualcuno a gridare che il pallone appartiene al popolo e non ai mercanti, allora non avranno vinto del tutto. Ma non prendiamoci in giro: ogni volta che accettiamo in silenzio, loro fanno un passo avanti. Il calcio è nato popolare, e popolare deve restare. Tutto il resto è solo business mascherato da passione.
Milan-Como a Perth: tuona la curva lariana. Il comunicato
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