Il Milan si prepara a vivere un febbraio decisamente anomalo. L’8, all’Optus Stadium di Perth, andrà in scena Milan-Como, la prima partita di Serie A mai disputata fuori dai confini italiani. Una decisione storica, ma anche carica di tensioni e discussioni. La UEFA ha concesso un via libera straordinario al progetto, pur ribadendo la sua contrarietà a trasferire le gare domestiche all’estero. Mancano ora solo gli ok formali di FIFA e Federcalcio australiana, che però sembrano una formalità. Sullo sfondo, però, restano i dubbi legati alla logistica e alla salute dei giocatori.

Il viaggio dall’Italia all’Australia oltre 13.000 chilometri, comporterà stress, fuso orario e tempi di recupero ridotti. Non a caso, anche voci interne al Milan si sono mostrate perplesse. Adrien Rabiot ha definito folle la scelta, sottolineando i rischi per la condizione fisica dei calciatori in piena stagione. Da via Aldo Rossi, tuttavia, si parla di un’operazione strategica per ampliare il brand rossonero in Asia e Oceania, dove il club ha un seguito in forte crescita. Allegri, da parte sua, ha accettato con pragmatismo: “Ci adatteremo, ma prima di tutto serve tutelare i giocatori”. Un febbraio, insomma, che rischia di diventare più lungo del solito, non solo per il calendario, ma per le ombre che si allungano sul futuro del calcio globale.

