Per quanto riguarda il Milan Futuro, Carlo Pellegatti svela un retroscena su un allenatore cercato da Moncada, nella scorsa stagione.
A sorpresa, il Parma sceglie per la panchina un 29enne spagnolo: Carlos Cuesta. L’allenatore, se dovesse essere confermato, diventerebbe il secondo mister più giovane della storia della Serie A. Infatti, il primato rimane ad Elio Loschi, che nel 1939 fece le veci sia di giocatore che di allenatore della Triestina a 29 anni e 9 mesi. Cuesta il 24 agosto, giorno del primo turno della prossima stagione, avrebbe 30 anni e quasi un mese. Una scelta coraggiosa da parte della società, vista la giovanissima età il fatto che sarebbe la prima esperienza sulla panchina di una prima squadra.
Il retroscena di Pellegatti
Con un video sul suo canale YouTube, il noto giornalista e tifoso del Milan Carlo Pellegatti svela un retroscena riguardo: il DT Geoffrey Moncada, lo avrebbe cercato la scorsa stagione in qualità di allenatore dell’under-23 del Diavolo. Ecco un estratto delle sue parole a riguardo: “Moncada, che lo conosceva e lo ha apprezzato, lo voleva per il Milan Futuro nella scorsa stagione. Sarebbe stata un’intuizione intelligente, visti poi i risultati. Si è preferiti andare per altre strade e seguire altri cammini. Moncada avrebbe visto volentieri Carlos Cuesta allenatore dell’under-23, e magari sarebbe cambiato qualcosa. Indubbiamente, un allenatore giovanissimo, ma geniale e preparatissimo”.
Milan Futuro: possibile rimpianto?
Nonostante abbia un passato da calciatore solo a livello dilettantistico, Carlos Cuesta si costruisce il suo futuro attraverso idee e competenza.
All’età di 18 anni, Cuesta lascia il calcio giocato e si dedica agli studi come tecnico. Durante gli studi, invia decine di messaggi sui social media in cerca di un’opportunità e, un anno dopo, nel 2014, è già nello staff delle giovanili dell’Atlético Madrid. Inizialmente, allena l’U14 e, successivamente, gli viene affidato l’intero settore giovanile.
Nel 2018, l’allora direttore sportivo della Juve Federico Cherubini (oggi AD proprio del Parma), lo sceglie come vice allenatore dell’under-17 di mister Francesco Pedone. A The Athletic, commentò così il suo ingaggio: “Ricordo quando venne a Torino per la prima volta, ho sentito qualcosa di speciale: era così curioso e con un’incredibile passione per il calcio. Quando se ne andò dissi al responsabile del settore giovanile di ingaggiarlo, avevamo bisogno di lui. Temevamo che gli altri allenatori potessero prendere in maniera particolare l’arrivo di un ragazzo così giovane, ma con la sua empatia e il suo carattere ha fatto in modo che giorno dopo giorno tutti gli altri allenatori lo accettassero”.
Tra il 2017 e il 2018, trova il tempo per viaggiare e studiare i migliori allenatori d’Europa, tra cui il Manchester City di Guardiola. Durante la visita ai Citizens, Cuesta incontra Arteta, all’epoca vice di Pep. Con il tecnico basco, è subito scattata la scintilla, tanto da unirsi al suo staff tecnico quando, nel 2020, diventa il nuovo allenatore dell’Arsenal.
A Londra l’allenatore dell’Arsenal gli riserva il ruolo di “allenatore dello sviluppo individuale”, mettendolo dunque a contatto diretto con i giocatori della rosa. Nonostante i dubbi iniziali, Cuesta ci mette poco a integrarsi con la rosa, agevolato anche dal fatto che parla fluentemente 6 lingue: inglese, spagnolo, italiano, portoghese, francese e catalano. Uno dei senatori dei gunners, Granit Xhaka, ne ha sempre parlato bene:
“Rimani ovviamente sorpreso quando uno così giovane arriva in un grande club come l’Arsenal, ma lui sa quello che fa e come parlare ai giocatori. È stato fantastico sin dall’inizio, il nostro rapporto era davvero speciale e mi ha aiutato ad arrivare dove sono oggi. Sono sicuro che un giorno diventerà l’allenatore di un grande club, perché ha le idee chiare“.
La sensazione, è che sia un rischio, ma le qualità le ha, sia dal punto vista calcistico che umano. Chissà se le cose sarebbero andate diversamente.

Milan Futuro, secondo Pellegatti: “Moncada lo voleva la scorsa stagione”
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