Christian Panucci, l’italiano che conquistò il Milan e l’Europa
Milan, i personaggi che hanno fatto la storia: Christian Panucci. Christian Panucci nasce a Savona il 12 aprile 1973. Muove i primi passi nel calcio con le giovanili della Veloce Savona, poi viene ingaggiato dal Genoa, dove fa il salto in Serie A nel 1991-92. Dopo essere cresciuto e aver mostrato buone qualità difensive e versatilità, nel 1993 approda al Milan all’età di 20 anni, per una cifra elevata per quei tempi (9,5 miliardi di lire con metà cartellino di Roberto Lorenzini) . Nonostante Mauro Tassotti fosse il titolare indiscusso sulla fascia destra, Panucci si impose gradualmente grazie a impegno e prestazioni convincenti. Nel Milan di Fabio Capello, vinse il campionato italiano, la Champions League 1994 e altri trofei, dimostrandosi utile anche come terzino sinistro nella finale europea contro il Barcellona.
Gli anni rossoneri: successi e dissidi interni
Durante la sua militanza al Milan (1993-1997), Panucci disputò 89 partite in rossonero e contribuì ad alzare al cielo vari trofei: due scudetti, una Supercoppa italiana e la Champions League ‒ un curriculum prestigioso in pochi anni.
Tuttavia, il rapporto con l’arrivo di Arrigo Sacchi non fu semplice. In un’intervista Panucci ricordò di essere visto come “quel ragazzo esuberante” dal tecnico, che privilegiasse altri giocatori. Così, quando capì che non avrebbe più trovato spazio, decise di lasciare un club al quale era legatissimo.
Riguardo al Milan, Panucci non nasconde la gratitudine: “Al Milan ho vinto e imparato tantissimo, sarò sempre grato a Berlusconi e Galliani. Lì ho acquisito la cultura del professionismo”, ha detto in una delle sue interviste.
Dall’addio al Milan fino al ruolo da allenatore
Dopo aver lasciato il Milan, Panucci intraprese un percorso da “tuttocampista del calcio europeo”: giocò al Real Madrid (diventando il primo italiano nella storia del club e vincendo ancora la Champions League), all’Inter, in Inghilterra al Chelsea, in Francia al Monaco e poi soprattutto alla Roma, dove restò a lungo e divenne un punto di riferimento.
In Nazionale ha totalizzato 57 presenze tra il 1994 e il 2008, segnando 4 gol.
Terminata la carriera da calciatore, Panucci ha intrapreso la via da allenatore e dirigente: ha collaborato con Fabio Capello come assistente nella nazionale russa, ha guidato squadre in Serie B come Livorno e Ternana e ha assunto incarichi di opinionista sportivo in Italia.
Caratteristiche, stile e aneddoti
Panucci era un difensore completo, dotato di versatilità: preferito terzino destro, poteva giocare anche a sinistra o da centrale, e si distingueva per ritmo, forza fisica, buon possesso palla e affidabilità.
Un episodio che Panucci racconta con emozione riguarda il giorno in cui Berlusconi e Galliani vennero a Milano per strappare il suo accordo proveniente dal Genoa: da lì cambiò la sua vita, tanto da comprarsi casa per la famiglia.
Inoltre, in un’altra intervista manifestò dolore per l’addio di Paolo Maldini al Milan, definendolo gravoso e significativo per i valori della società rossonera. Milan, i personaggi che hanno fatto la storia: Christian Panucci.
LEGGI ANCHE: Verso Milan-Roma, da oggi parte la vendita per gli abbonati. I dettagli

