Dalla Stella Rossa al Milan: l’arrivo del “Genio”
Milan, i personaggi che hanno fatto la storia: Dejan Savićević. Dejan Savićević, soprannominato “Il Genio”, arrivò al Milan nel 1992 dopo aver brillato con la Stella Rossa, club con cui aveva già conquistato una Coppa dei Campioni. Nato a Titograd nel 1966, Savićević era noto per la sua intelligenza calcistica, il dribbling improvviso e la capacità di incidere in modo inaspettato. La sua visione laterale del gioco lo rendeva unico: non seguiva schemi rigidi, ma agiva con istinto, capacità decisionale e improvvisazione. I tifosi rossoneri lo ricordano come un artista del pallone, capace di accendere le partite con colpi di genio, trasformando situazioni apparentemente normali in magie che cambiavano il corso dei match. Al Milan portò freschezza, talento e imprevedibilità, diventando subito un punto di riferimento del club in un’epoca d’oro guidata da Fabio Capello.
Il Genio sul campo e fuori
Il soprannome “Il Genio” non era casuale: Savićević dribblava avversari con naturalezza, in modi che sembravano impossibili, illuminandosi a strappi come un artista che decide quando esibirsi.

Era ribelle e anticonformista, giocava seguendo l’istinto e il divertimento, senza lasciarsi vincolare da logiche lineari o convenzioni. La sua personalità fuori dal campo rifletteva lo stesso approccio: oggi ricopre il ruolo di Presidente della Federazione calcistica montenegrina con un contratto senza stipendio e orari flessibili, lavorando solo secondo la propria volontà. Un episodio curioso della sua vita racconta del telecomando, simbolo del suo modo libero e creativo di agire, che fosse in campo o nella vita privata.
La leggenda rossonera: finale di Champions League 1994
Il momento più iconico di Savićević con il Milan rimane la finale di Champions League del 1994 ad Atene contro il Barcellona di Johan Cruijff. Nonostante agli occhi di molti apparisse “stralunato”, Savićević fu decisivo: illuminò la partita con giocate che cambiarono il corso del match, contribuendo a una vittoria storica che consacrò il Milan come una squadra leggendaria. La sua capacità di incidere nei momenti chiave, unita al talento puro, lo rese una figura indispensabile nel ciclo rossonero di quegli anni, accanto a campioni come Savicević, Baresi, Maldini e Van Basten.
Aneddoti e curiosità sul Genio
Savićević non era solo classe e talento: la sua imprevedibilità e libertà di spirito lo resero un personaggio unico. Ribelle, anticonformista, era definito “folletto” e “gitano” dai compagni per il suo gioco improvvisato e il divertimento che metteva in ogni azione. La sua scelta di vivere secondo l’istinto si riflette oggi nel ruolo dirigenziale senza vincoli di orario o stipendio, a conferma di una personalità che non si piega alle convenzioni. Ogni sua giocata, ogni dribbling improvviso, testimonia il genio che ha portato sul prato verde e l’eredità di un giocatore che ha lasciato un segno indelebile nella storia del Milan e del calcio internazionale. Milan, i personaggi che hanno fatto la storia: Dejan Savićević.
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