La Coppa Italia è diventata, anno dopo anno, un vero e proprio tabù per il Milan. Un paradosso per un club che ha scritto pagine immortali in Italia e in Europa, ma che dal 2003 non riesce più a sollevare il trofeo nazionale. Ventidue anni senza alzare la Coppa sono un digiuno troppo lungo per una squadra che punta a tornare stabilmente nell’élite del calcio europeo e che, proprio per questo, vede oggi nella coppa un obiettivo prioritario. Il nuovo corso targato Allegri e Tare ha portato entusiasmo, solidità e una rosa più competitiva, ma anche una consapevolezza, il Milan deve tornare a vincere in Italia, non solo lottare per farlo.
La Coppa rappresenta un’occasione concreta per rimettere un trofeo in bacheca, soprattutto considerando che negli ultimi anni il cammino rossonero si è interrotto spesso troppo presto, tra prestazioni sottotono e KO contro squadre ritenute alla portata. L’ultimo atto la finale dello scorso anno persa contro il Bologna.

Quest’anno, invece, il contesto è diverso. La squadra ha una mentalità nuova, più pragmatica, più matura e più allegriana, abituata a vivere ogni dettaglio come decisivo. E il percorso verso la finale appare più equilibrato che in passato, con l’eventuale incrocio contro Parma o Bologna quest’ultima detentrice del titolo, come primo ostacolo significativo dopo la sfida alla Lazio. Per un club che vuole tornare vincente, la Coppa Italia non può più essere una competizione secondaria. Vincere significherebbe dare un segnale forte, riempire la bacheca e rendere ancora più credibile il progetto tecnico. Il Milan vuole cancellare il tabù, la Coppa Italia è diventata una priorità, e questa potrebbe essere finalmente l’occasione giusta.

