Milan, il grande ex Gianni Rivera commenta il mondo del calcio attuale e la situazione del Diavolo
Gianni Rivera, storico numero 10 e simbolo del Milan, ha rilasciato dichiarazioni forti in un’intervista concessa a Libero, in cui non ha risparmiato critiche alla dirigenza attuale del club rossonero e allo stato generale del calcio italiano. “Perché il Milan non mi ha mai preso in considerazione? Forse perché ho sempre detto quello che pensavo, senza peli sulla lingua. E non mi parli del Milan americano: gli americani non sanno ancora molto di calcio. Hanno addirittura mandato via Paolo Maldini, una leggenda”.
Parole amare che testimoniano un forte distacco tra Rivera e il nuovo corso societario del club di via Aldo Rossi. Il Golden Boy si è detto completamente estraneo al calcio di oggi, dominato dal business e dalla logica dei tour forzati: “Oggi comandano i soldi e i giocatori vengono costretti a tour de force assurdi, senza ribellarsi”.

Rivera su Camarda: “In Italia un 15enne non gioca, ecco perché non ci sono più i Totti e i Del Piero”
Tornando ancora al Milan, Rivera ha criticato anche la gestione dei giovani talenti, citando il caso di Francesco Camarda: “Oggi un quindicenne in campo? Impossibile, almeno qui. Camarda ammuffisce in panchina. Ecco perché non emergono più i Rivera, i Totti, i Del Piero: i talenti ci sarebbero, ma non giocano. Comandano i procuratori, e spesso fanno male al calcio”.
Sul fatto di non avere nessun ruolo nel Milan né in FIGC: “Non sono manovrabile”. Infine, Rivera ha toccato il tema dei vertici del calcio italiano e del suo rapporto complicato con la Federazione e il sistema Milan post-carriera: “Non sono mai stato manovrabile, per questo mi hanno sempre lasciato fuori. In FIGC ho avuto ruoli solo con Abete. Con Gravina? Nemmeno una risposta quando ho provato a mettermi a disposizione della Nazionale”.

