Luka Modric continua a essere il faro tecnico e mentale di questo Milan, ma le sue lezioni, almeno contro il Pisa, sembrano cadere nel vuoto. Il croato, come sempre, ha guidato la manovra con lucidità e visione, cercando di dare ordine e ritmo a una squadra che, però, troppo spesso si è smarrita tra indecisioni e superficialità. Il Milan, frenato ancora una volta in casa, ha mostrato tutti i limiti di concentrazione e cattiveria che Allegri teme più di ogni altra cosa. Milan: Luka Modric predicatore nel deserto. Il maestro che non trova ascolto

Modric ha predicato calma e precisione, ma attorno a lui si è vista poca reattività, poca voglia di chiudere una partita già incanalata dopo il gol di Leao. Nelle sue giocate resta intatto il genio di sempre, cambi di campo chirurgici, palloni nello spazio, letture che sembrano appartenere a un altro sport. Eppure il messaggio non passa, e il Milan finisce per sprecare un’altra occasione per allungare in classifica. In una squadra giovane, il croato rappresenta la voce dell’esperienza e dell’equilibrio, ma senza un seguito concreto il suo insegnamento resta solitario. Allegri lo sa, per ambire davvero in alto, servirà che il gruppo impari ad ascoltare il suo leader e a trasformare la sua sapienza in ferocia collettiva. Perché il maestro può indicare la via, ma sono gli altri che devono seguirlo.

