Massimiliano Allegri ha scelto la strada della continuità. Il suo Milan è infatti la squadra che ha cambiato meno giocatori in stagione. Come riporta anche La Gazzetta dello Sport, appena 15 titolari utilizzati finora, un dato che racconta più di ogni altro la filosofia dell’allenatore rossonero. In un calcio dove la rotazione è diventata quasi una necessità, il tecnico livornese ha deciso di affidarsi a un gruppo ristretto, compatto e coeso, costruendo la forza del Diavolo sull’affidabilità e sull’intesa tra i suoi uomini chiave. Dal muro rappresentato da Maignan e Tomori, passando per l’eleganza e l’esperienza di Modric, fino alla concretezza di Pulisic e all’estro di Leao, il Milan ha trovato un equilibrio che non vuole spezzare. Milan: Max Allegri e i suoi fedelissimi. Il Diavolo avanza con un gruppo ristretto

Un esempio di continuità è anche Gabbia, protagonista silenzioso ma imprescindibile. Allegri sembra aver già disegnato la spina dorsale del suo progetto, limitando al minimo i cambi e puntando tutto sulla stabilità. La scelta paga. Il Milan è in piena corsa per il vertice e può contare su automatismi consolidati. Senza le coppe europee a complicare il calendario, la gestione delle energie diventa più semplice e la rotazione ridotta può diventare un vantaggio competitivo. In un campionato dove molti sperimentano, Allegri va controcorrente. Meno cambi, più certezze.

