il Milan riflette sul proprio futuro. Con una stagione disastrosa che volge al termine, i rossoneri fanno valutazioni sul diavolo che sarà:
Con il derby di Milano in programma per stasera, il Milan si gioca l’ultimo obiettivo che gli rimane: La Coppa Italia. Eppure ad inizio anno ci si aspettava molto di più da questa squadra, dotata di una rosa valida e sicuramente capace (nelle giuste condizioni) di competere per lo scudetto. Invece, complice una gestione disastrosa, il Milan oggi è costretto ad accontentarsi di un misero nono posto in campionato ed una difficile semifinale contro la favoritissima Inter. A questo punto, è evidente che il club di via Aldo rossi debba effettuare modifiche all’intera struttura rossonera per ambire a grandi successi.
Il futuro passa dal DS!
Per un progetto forte, serve una figura di riferimento di spessore, capace di creare un gruppo coeso ed un ambiente di lavoro allegro. Un profilo che sembra corrispondere a questa descrizione è quello di Igli Tare, in contatto con i rossoneri da ormai più di qualche settimana. Navigato e competente, l’ex DS bianco-celeste ha lavorato per più di un decennio alla Lazio, portando ottimi risultati e scoprendo giocatori molto validi nel corso della sua avventura. Valutati anche Tony D’amico e Giovanni Sartori, profili però attualmente più defilati visti i contratti che li legano alle loro attuali squadre. Sarà decisiva la scelta rossonera
Milan, il futuro della rosa
DS a parte, il diavolo ha la fortuna di disporre di una rosa competitiva. Mike Maignan è uno dei portieri più forti della serie A ed anche tra i migliori in Europa, come spesso dimostrato con la Francia (che non ha gli stessi problemi difensivi del Milan, e quindi Mike non è sottoposto a tutti quegli interventi che invece è costretto a fare in rossonero). Tijjani Reijnders e Christian Pulisic hanno dimostrato in questa stagione di essere giocatori di calibro internazionali. Rafael Leao rimane sempre uno dei giocatori più forti del nostro campionato. Youssouf Fofana ha mostrato qualità importanti per un mediano fisico, con peculiarità che non si vedevano dai tempi di Franck Kessié e, in generale, il Milan dimostra di avere ottime individualità. Con la questione Theo Hernandez da chiarire, i rossoneri hanno comunque una rosa che non solo può competere per lo scudetto, ma anche un undici titolare migliore di quello del Feyenoord che ha sbattuto fuori il diavolo dalla champions. Insomma, limando qualche dettaglio, La Rosa sarebbe da subito competitiva.

E l’allenatore?
Per l’allenatore, il Milan valuta vari profili, ma ad oggi i più credibili sembrano essere Conte ed Italiano. Il primo, generale di ferro, non darà grandi garanzie dal punto di vista del gioco. Porta però mentalità vincente e riesce a creare gruppi sempre pronti a tutto per squadra ed allenatore. Il secondo invece, porterebbe innovazione sul piano tattico. Sebbene entrambi possano rivelarsi “rischiosi” per un motivo o per un altro, il Milan deve puntare su allenatori competenti e capaci, a tal punto da riportare i rossoneri dove meritano. In ogni caso, prima bisogna concludere la stagione attuale, e bisogna farlo al meglio.
Milan, quale futuro per i rossoneri? Dall’allenatore alla dirigenza passando per la rosa
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