L’inizio del disastro: un progetto confuso
Il Milan parte male sin dall’estate, con un cambio di guida tecnica che lascia perplessi. Dopo l’addio ormai certo di Stefano Pioli, la società esplora diverse opzioni – da Conte a Allegri – per poi virare su Julen Lopetegui, fermato solo dalla protesta dei tifosi. Alla fine arriva Paulo Fonseca, nome che non scalda i cuori rossoneri e che non si rivelerà decisivo nel corso dell’anno.
Milan: Una stagione segnata da errori
Fin dalle prime giornate si capisce che la squadra non ha la coesione e l’identità necessarie per competere ad alti livelli. In campionato il Milan resta indietro rispetto all’Inter, che umilia i cugini nel derby scudetto, mettendo la seconda stella in bacheca. In Europa le cose non vanno meglio, con un cammino discontinuo e privo di acuti. La Coppa Italia diventa così l’ultima ancora di salvezza… che si spezza anch’essa.
Coppa Italia, l’ultima illusione
La finale di Coppa Italia rappresentava l’unica vera chance di chiudere la stagione con un trofeo. Ma il Milan non riesce a concretizzare, perdendo contro un Bologna compatto e cinico. La prestazione è timida, confusa, e certifica una stagione in cui le scelte tattiche e strategiche non hanno funzionato.
Il futuro da ricostruire
Ora la palla passa alla dirigenza. Servono scelte chiare, idee forti e una guida tecnica capace di riportare entusiasmo e risultati. I tifosi meritano risposte concrete dopo una stagione che ha lasciato solo delusione e amarezza. Il Milan deve ritrovare la sua identità, quella che ha fatto innamorare milioni di tifosi in tutto il mondo.
Sempre dalla parte del Diavolo

