Ravezzani boccia Jashari: “Senza personalità, un mistero per il Milan”
L’analisi di Fabio Ravezzani nel post-partita di Firenze non fa sconti e punta il dito su quella che definisce una mancanza di anima in alcuni interpreti chiave del Milan di Allegri. Il direttore di TeleLombardia, attraverso i suoi canali social, ha tracciato un bilancio netto della sfida del “Franchi”, dividendo la squadra tra chi ha lottato e chi, invece, resta un oggetto misterioso.
🎙️ IL GRAFFIO DI RAVEZZANI | “Jashari, dove sei? Nkunku l’unica luce”
Il commento di Ravezzani si concentra sulla discrepanza tra il valore della rosa e l’atteggiamento mostrato in campo contro la Fiorentina terzultima in classifica.
🧐 Il “Mistero” Jashari
Il giudizio più severo è riservato ad Ardon Jashari. Il centrocampista, arrivato con grandi aspettative (e un investimento importante), continua a non convincere il giornalista:
“Gioca senza personalità e non propone mai un’azione brillante. A oggi è un mistero”.
Un’accusa pesante che riflette il sentimento di una parte della tifoseria: la sensazione è quella di un giocatore tecnicamente valido ma che “si nasconde” tra le pieghe del match, proprio quando Allegri gli chiede di prendere in mano le redini del gioco in assenza di Modric.
🧤 Maignan: Luci e Ombre
Ravezzani analizza anche la prova del portierone francese, protagonista nel bene e nel male:
- L’Errore: “Chiaramente colpevole sul gol”. La critica riguarda la cronica scarsa propensione di Maignan a uscire sui corner, un difetto che a Firenze è costato caro.
- Il Riscatto: “Bravo su Kean”. Nonostante l’incertezza sul gol, Magic Mike ha tenuto in piedi il risultato con un intervento decisivo sull’attaccante viola.
✨ Nkunku: Segnare “non è poco”
In una serata di grigiore, Christopher Nkunku viene promosso a pieni voti. Ravezzani sottolinea come il francese sia l’unico capace di incidere concretamente: in un Milan che fatica a segnare, avere uno che “la butta dentro” con quella cattiveria è l’unica vera ancora di salvezza per Allegri.
🛡️ Il Realismo di Ravezzani: “Non pretendete lo Scudetto, fa male al gruppo”
Secondo il noto giornalista, l’attuale posizione del Milan rispecchia fedelmente il valore della rosa, senza necessità di voli pindarici che rischiano solo di creare frustrazione. Ravezzani sottolinea come etichettare la stagione come un fallimento se non arrivasse il titolo sia un errore di prospettiva:
“Essere realisti non significa essere anti-Milan. Da inizio stagione ribadisco che questa è una squadra da terzo o quarto posto. Se poi le cose andassero inaspettatamente bene potrebbe arrivare qualcosa di più, così come potrebbe andare peggio con variabili negative. Pretendere lo scudetto a tutti i costi non fa bene alla squadra: carica l’ambiente di aspettative che oggi non sono supportate dalla continuità necessaria.”
Ravezzani, dunque, sposa la linea della prudenza: consolidare il ritorno stabile nell’élite europea è il vero “scudetto” del bilancio e della crescita societaria, mentre il tricolore deve rimanere un sogno da inseguire senza l’assillo dell’obbligo.
📋 L’Analisi della Redazione: Un Milan a due facce
Il commento di Ravezzani sposa la tesi di una squadra “imperfetta”: bene la crescita di De Winter e lo spirito battagliero di Pavlovic (finché è rimasto in campo), ma preoccupa la tenuta mentale dei nuovi acquisti e di chi deve dare il cambio ai senatori. Se Rabiot “fatica” e Jashari è un “mistero”, il Milan rischia di restare ostaggio delle lune dei suoi campioni.
🎙️ IL VERDETTO | Tra il “mistero” Jashari e il pragmatismo di Max
L’analisi di Fabio Ravezzani nel post-partita scoperchia i limiti di una rosa che vive di contrasti:
- I singoli sotto la lente: Se Nkunku si conferma l’unica ancora di salvezza sotto porta, Jashari finisce sul banco degli imputati. Definito dal Direttore un “mistero senza personalità”, lo svizzero ha fallito l’occasione di prendere in mano la regia. Luci e ombre anche per Maignan: miracoloso su Kean, ma colpevole nell’area piccola in occasione del gol viola.
- La trappola dello Scudetto: Il monito di Ravezzani è chiaro: pretendere il titolo a tutti i costi carica la squadra di una pressione tossica. Con soli 5 successi su 11 contro le “piccole”, il Milan deve accettare la sua natura: una squadra da Champions che può sognare in grande solo se ritrova l’anima perduta.
Il Milan chiude a una media di 2,1 punti a gara. Un bottino da vertice, ma che impone ad Allegri un cambio di marcia mentale già giovedì a Como: per lo Scudetto non servono miracoli, serve smettere di “nascondersi” nelle partite sporche.
Ravezzani invita alla calma: il Milan è da quarto posto e tutto il resto è un di più. Sei d’accordo con questo profilo basso o credi che, senza coppe, Allegri abbia l’obbligo di puntare dritto al Tricolore? 🔴⚫️
Ravezzani boccia Jashari: “Senza personalità, un mistero per il Milan”
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