In un’intervista rilasciata a Tuttosport il 27 maggio 2025, Ruud Gullit ha parlato a cuore aperto del suo rapporto con il Milan, della situazione attuale del club e di alcuni dei volti più importanti della sua carriera. Tra riflessioni amare e ricordi pieni di affetto, l’ex campione olandese ha toccato molti temi cari ai tifosi rossoneri.
Gullit ha ribadito il suo legame profondo con il Milan, definendolo “il mio unico grande amore”, nonostante la positiva esperienza alla Sampdoria. Non ha nascosto il dispiacere per il momento difficile che stanno attraversando entrambe le squadre, ma in particolare per il Milan, autore di una stagione deludente: “Non mi aspettavo minimamente che i liguri si potessero ritrovare in questa situazione. Mi spiace molto. Penso che i loro problemi, con le dovute proporzioni, siano gli stessi del Milan.”
Comprende bene la frustrazione dei tifosi: “I tifosi non sono contenti, e li capisco. Parliamo di una grande società che li ha abituati a combattere ogni anno per il titolo o almeno per la Champions League.”
Ha poi definito il Milan attuale “irriconoscibile”, sottolineando come la squadra fatichi a esprimere la propria identità e come i tifosi stiano facendo fatica ad accettare questa nuova realtà.
Parlando di gestione societaria, Gullit ha espresso un rimpianto sentito per l’assenza di figure carismatiche e appassionate come Silvio Berlusconi, che considera il miglior presidente della sua carriera:
“In Italia mancano i proprietari di una volta. Al Milan servirebbe una figura come Berlusconi, uno che ami davvero il club e faccia di tutto per renderlo competitivo in Italia e in Europa.”
Ha anche criticato l’allontanamento di simboli storici del Milan, come Paolo Maldini: “Mi dispiace che figure importanti come Paolo non ci siano più. Sono cose che mi infastidiscono.”
Le opinioni di Ruud Gullit sulla rosa e sul DNA rossonero
Parlando dell’attuale rosa, Gullit ha detto: “Non è una cattiva squadra. Onestamente, non so cosa sia successo quest’anno.” Ha poi elogiato Tijjani Reijnders, definendolo un giocatore di grande ambizione:
“Reijnders vuole vincere, non si accontenta di un club che non lotta per i trofei. Se decidesse di lasciare l’Italia, sarebbe una perdita enorme. Una volta i migliori venivano al Milan, ora invece il club deve venderli.”
Su Santiago Gimenez ha aggiunto: “In Olanda un attaccante ha tante occasioni, in Italia i difensori non te ne concedono più di una.” Un chiaro riferimento alla maggiore difficoltà di imporsi nel campionato italiano.
Infine, riflettendo sul futuro del Milan, Gullit ha lanciato una stoccata alla proprietà americana:
“Il Milan ha un DNA ignoto agli americani”, ha dichiarato, suggerendo che chi oggi guida il club non comprenda fino in fondo la storia, l’identità e l’anima della società rossonera.
Ruud Gullit: il Milan, la nostalgia e una stagione da dimenticare
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