Il Milan è tornato squadra vera: un gruppo unito, compatto e maturo che conquista la vetta, primo in classifica, con merito
Spallata al campionato. Un Milan ferito ma vivo ribalta la Fiorentina e riconquista la vetta solitaria della Serie A dopo 377 giorni. Lo fa grazie al suo uomo simbolo, Rafael Leao, che torna a segnare a San Siro in campionato dopo 512 giorni e regala ad Allegri una notte di speranza e ambizione. Il 2-1 finale profuma di svolta, anche perché ottenuto in emergenza, senza Pulisic e Rabiot – fin qui tra i migliori del torneo – e con una panchina ridotta all’osso. Ma la risposta della squadra è da grande gruppo: unita, compatta, consapevole di potersi guardare dall’alto verso il basso dopo un lungo inseguimento.
L’allenatore esulta e si infuria, come sempre, ma questa volta può permettersi anche un sorriso: “Grande lavoro di squadra, Allegri ci ha detto cosa fare”, ammette Leao che dopo il destro del pari si prende la responsabilità del rigore decisivo, il primo calciato da rossonero. È la fotografia perfetta del suo nuovo status: da talento intermittente a leader tecnico ed emotivo. Il Milan non era primo da solo dall’ottava giornata del 2023-24. I rossoneri adesso guardano tutti dall’alto, un punto sopra Inter, Napoli e Roma.
Tra emergenze, ritorni e primato
Serata speciale e amara per Stefano Pioli, accolto dagli applausi dei 71mila di San Siro nel giorno del suo 60° compleanno. Prima del fischio d’inizio, l’abbraccio con Ibrahimovic, poi la gara: la sua Fiorentina passa in vantaggio con Gosens, che approfitta di un pasticcio tra Maignan e Gabbia. Ma il Milan reagisce, ribalta tutto e condanna i viola all’ennesimo passo falso di un avvio di stagione da incubo: zero vittorie in sette partite e ultimo posto in classifica, nonostante i 90 milioni investiti da Commisso sul mercato.
Allegri vive la partita con la solita tensione, furioso nei minuti finali durante l’assalto disperato dei viola, ma il fischio finale lo trova sorridente: “Abbiamo avuto coraggio, è questo che conta” ha detto a fine gara.
Leao lascia il campo toccandosi il polpaccio ma San Siro festeggia: il Milan è di nuovo davanti a tutti, con il vento dell’entusiasmo che torna a soffiare forte. Con lo scontro diretto tra Napoli e Inter in programma sabato e la Roma attesa a Reggio Emilia dal Sassuolo, il Diavolo avrà l’occasione di tentare la prima mini-fuga stagionale, approfittando di un turno potenzialmente favorevole.
Il segnale più incoraggiante, però, va oltre i gol e la classifica. Questo Milan è finalmente una squadra: lo si vede negli atteggiamenti, nello spirito di sacrificio, nel modo in cui i giocatori si aiutano in campo. Come nell’immagine simbolo di Gabbia che sistema la maglia a Leao per evitargli l’ammonizione. Piccoli gesti, grandi indizi di unità. Il Milan di Allegri oggi lotta, soffre e vince da gruppo vero — e forse proprio da qui può cominciare a sognare davvero.
Siamo SQUADRA, siamo PRIMI, siamo il MILAN!
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